Il Carnevale in Barbagia e nel Mandrolisai rappresenta un insieme di manifestazioni culturali antiche, tra le più autentiche e profonde della Sardegna. Radicati in tradizioni agropastorali millenarie e in culti precristiani legati alla rigenerazione della terra, questi riti mettono in scena il conflitto eterno tra uomo e natura, tra la vita e la morte.
Le maschere, realizzate sapientemente in legno nero, sughero e pelli di pecora o capra, sono simboli ancestrali che narrano storie di sacrificio, mito e identità territoriale.
- S’Urthu maschera Fonni
- La morte di Juvanne Martis Mamoiada
Barbagia di Nuoro e Ollolai
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Mamoiada:Protagonisti indiscussi sono i Mamuthones, figure cupe cariche di campanacci, scortati dagli Issohadores, che li guidano con agilità indossando giubbe rosse e maschere bianche. Il Martedì Grasso vede la comparsa del fantoccio Juvanne Martis Sero che è portato su un carro per le vie del paese, accompagnato da uomini travestiti da vedove piangenti. Questi ultimi, dopo aver bevuto per tutta la giornata il vino offerto dai paesani, inscenano un vero e proprio dramma per la morte di Juvanne, che avviene sul finire del pomeriggio. A seguire, la serata continua con lardo, fave e buon vino rosso cannonau. Ho assistito a questa pantomima nel 2020, l’ultimo Carnevale prima del Covid, e credetemi, è uno spettacolo unico, assolutamente da non perdere se vi trovate in Barbagia.
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Ottana: La lotta per l’addomesticamento animale rivive nel confronto tra i Boes (i buoi) e i Merdules (i padroni), vigilati dall’inquietante figura di Sa Filonzana. Figure minori come Su Molente(l’asino) e Su Porcu (il maiale) arricchiscono il corteo.
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Orotelli: Sfilano Sos Thurpos (i ciechi), vestiti di nero orbace e con il viso annerito dalla fuliggine ; accanto a loro compaiono personaggi come S’Eritaju.
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Lula: Il borgo ospita il rito cruento di Su Battileddu, la vittima sacrificale accompagnata dalle Gattias (uomini in abiti vedovili) e dai custodi Sos Battileddos Massajos.
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Fonni: La narrazione si concentra sulla lotta tra l’animale selvaggio, S’Urthu, e i suoi domatori, Sos Buttudos, in contrasto con l’eleganza delle Mascheras Limpias. Le celebrazioni culminano nel rogo del pupazzo Su Ceomo.
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Gavoi: Il cuore del carnevale è “su Sonu”, scandito dal ritmo incalzante dei tamburini Sos Tumbarinos, mentre la vittima è il fantoccio Zizzarrone.
Altri centri conservano rituali unici: Ovodda (col fantoccio Don Conte ), Austis (Sos Colonganos ), Orani (Su Bundu ), oltre ai riti di Ollolai, Olzai, Sarule, Oniferi, Teti e Tiana. Qui si incontrano icone come Su Maimone e Sa Maschera a Gattu.
- Corriolos Neoneli
- Boe e Merdule di Ottana
Mandrolisai e Barbagia centrale
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Samugheo: I Mamutzones, seguaci di Dioniso, perseguitano la maschera zoomorfa de S’Urtzu, guidati da Su ‘Omadore.
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Aritzo: Il carnevale è animato dalle pelli scure e dalle corna di muflone di S’Urtzu e dei Mamutzones.
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Ortueri, Sorgono, Neoneli e Gadoni: maschere cariche di simbolismo come S’Urtzu Pretistu, Sos Corriolos e Sa Grastula rendono ogni borgo un’esperienza unica.
Barbagia di Seulo
A Sadali si celebra Sa Prima Essia (la prima uscita) di S’Urtzu ‘e su Pimpirimponi durante i fuochi di Sant’Antonio, segnando solennemente l’inizio del periodo carnevalesco.
Date da segnare per il Carnevale in Barbagia
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16/17 gennaio: inizio ufficiale con la festa di Sant’Antonio Abate e l’accensione dei falò rituali
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Giovedì Grasso: apertura del periodo delle celebrazioni
- L’ultimo fine settimana di Carnevale: sfilate e rappresentazioni degli antichi riti nei vari borghi.
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Martedì Grasso: il giorno culminante, tra suoni ancestrali e i tradizionali roghi dei fantocci.
NB: oltre alle date principali, sfilate ed eventi possono essere programmati anche in altri fine settimana: meglio controllare sempre gli aggiornamenti online.
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