Cosa fare in Ogliastra in primavera

In molti immaginano che vivere in Ogliastra, lontano dall’estate, significhi attraversare stagioni vuote e silenziose, scandite da una noia infinita. Per me è stato esattamente il contrario.

Ho capito di essermi davvero “ogliastrinizzata” quando ho iniziato ad amare l’autunno, l’inverno, soprattutto la primavera e a percepire l’estate come un tempo diverso, quasi sospeso.

L’Ogliastra è più bella, più vera, se vissuta quando il flusso turistico è minore. È allora che offre la sua ricchezza più autentica: la lentezza, gli spazi, il silenzio, la sua grande bellezza.

L’autunno è la stagione delle foglie rosso fuoco, delle giornate che si accorciano e della luce dorata della sera. L’inverno è il tempo del focolare, del silenzio profondo e, a volte, della neve sul Gennargentu.

La primavera, invece, è un’autentica esplosione di vita. È il momento in cui la terra della longevità si sveste di quel “rigore invernale” che, in questa parte d’isola, non è mai davvero gelido, per regalare scenari così vibranti e puri da sembrare dipinti a mano.

Da continentale adottata da questa terra, ho imparato che la primavera ogliastrina è un invito a rallentare, a respirare all’unisono con la natura selvaggia e ad ammirare, ogni volta con rinnovato stupore, la sua grande bellezza.


La grande bellezza della natura che rinasce

Camminare lungo i sentieri in questo periodo significa immergersi in un mare di asfodeli. Questi fiori bianchi e luminosi punteggiano i pascoli da marzo a maggio.

Per gli antichi Greci erano i fiori degli Inferi, ma in Sardegna assumono un significato più dolce: le spose ne portavano un mazzo come promessa per il futuro.

Ancora oggi, dall’asfodelo si ricavano miele e fibre utilizzate dagli artigiani per intrecciare cestini preziosi.

L’aria profuma di ginestra, che accende le colline di un giallo sorprendente, di cisto, con i suoi petali rosa dall’aspetto stropicciato e delle peonie che adornano le pendici del Gennargentu. È il momento ideale per osservare la fauna: non è raro scorgere i mufloni correre liberi sui ripidi costoni verso Punta La Marmora.


Trekking tra profumi e orizzonti

Camminare in Ogliastra è un atto di “ritornanza” verso l’essenziale. Qui, tra il calcare del Supramonte e il granito del Gennargentu, i sentieri sono storie scritte dal tempo, dal vento e dal passo lento dei pastori. Ecco un elenco dei principali percorsi trekking, suddivisi per anima e territorio, per aiutarti a scegliere cosa fare in Ogliastra in primavera.

L’anima del mare: il Supramonte di Baunei

Questi percorsi uniscono la verticalità delle rocce al blu intenso del Golfo di Orosei.

  • Selvaggio Blu: definito il trekking più difficile e spettacolare d’Italia. Un itinerario di circa 50 km (da 5 a 7 giorni) che richiede esperienza alpinistica, orientamento e spirito di adattamento estremo.

  • Cala Goloritzè (da Su Porteddu): il grande classico. Un sentiero di circa 7 km (A/R) con un dislivello di 470 metri. Impegnativo fisicamente al ritorno, ma la vista di Punta Caroddi (l’Aguglia) e l’acqua cristallina ripagano ogni sforzo.

  • Punta Salinas: il belvedere sulla spiaggia più bella del mondo 2025, Cala Goloritzè. Un percorso trekking che conduce fino a un punto panoramico di inestimabile bellezza.
  • Santa Maria Navarrese – Pedra Longa: passeggiata costiera di circa 6 km, agevole e profumata di macchia mediterranea. Rappresenta il “battesimo” per chi vuole assaggiare l’atmosfera del Selvaggio Blu senza troppe difficoltà.

  • Cala Mariolu (Ispuligidenie): percorso affascinante che parte dall’altopiano del Golgo, passando attraverso antichi ovili e scale di ginepro. Difficoltà EE (Escursionisti Esperti).

  • Cala Luna (da Codula di Luna): camminata più lunga ma più facile rispetto ad altri accessi, seguendo il greto di un antico fiume fino alla rinomata spiaggia.

Attenzione: per questi e altri sentieri è fondamentale non avventurarsi senza un’adeguata preparazione, informazioni aggiornate sui percorsi e l’attrezzatura da trekking necessaria. Affidarsi sempre a guide ambientali esperte.


L’anima della montagna: tra Gennargentu e Barbagia

Qui il protagonista è il silenzio, interrotto solo dai campanacci e dal vento che soffia sulle vette.

  • Punta La Marmora (versante Arzana): il sentiero verso la vetta più alta della Sardegna (1834 m). Un’escursione di circa 6 ore tra creste granitiche e panorami che spaziano dal mare alle cime della Barbagia.

  • Gola di Su Gorropu (da Urzulei): accesso al canyon più profondo d’Italia, con pareti calcaree alte oltre 500 metri.

  • Cascate di Bau Mela e Sothai (Villagrande): percorsi brevi ma intensi che conducono a piscine naturali e salti d’acqua incastonati nel granito.

  • Cascate di Pirincanes – Rio ‘e Forru (Arzana): profonde gole scolpite nel porfido e nello scisto, creando un paesaggio unico con cascate, salti d’acqua e vasche naturali (“marmitte”).

L’anima della pietra: i Tacchi di Ulassai, Osini e Gairo

  • Tacco di Tisiddu: anello panoramico che domina l’abitato di Ulassai, con pareti verticali che sembrano toccare il cielo. Di notevole bellezza, nascosta tra rocce rosse, la Grotta Janas.
  • Sentiero Maria Lai: itinerario dedicato alla grande artista di Ulassai, dove la natura diventa cornice per opere d’arte contemporanea.

  • Sentiero delle Aquile (Gairo Taquisara): percorso che collega la frazione montana al Nuraghe Serbissi, alla Grotta Taquisara e a siti nuragici di notevole interesse.

  • Perda ’e Liana: il tacco più famoso d’Ogliastra, apparso anche sulla copertina di un numero di Tex Willer.


Seui: sua maestà la Foresta di Montarbu

  • Sentiero sul Rio Ermolinus: percorso ad anello semplice e pianeggiante di circa 1,6 km, perfetto per passeggiate rigeneranti.

  • S’Ilixi ’e Canali: leccio monumentale alto 18–25 metri, custode silenzioso della montagna.

  • Parco archeologico di Ardasai: unisce natura e storia, attraversando aree spettacolari fino al nuraghe e alle miniere abbandonate di Corongiu.


    Ussassai: boschi incantati e acque cristalline

    • Foresta di Niala e Su Tuvu Nieddu: sentiero di circa 4 km verso piscine naturali tra rapide e cascatelle.

    • Cascate di Is Cacaus: accessibili con percorso di media difficoltà, tra archi di roccia naturale del Tacco Addai.

    • Acquatrek sul Rio San Gerolamo: camminata di circa 4 km lungo il fiume tra massi levigati e macchia mediterranea.

    Attenzione: il flusso d’acqua nelle cascate, nei fiumi e nelle piscine naturali è spesso condizionato dalle piogge.


    Eventi e tradizioni di primavera in Ogliastra

    Marzo/aprile: mesi della spiritualità e delle prime fioriture.

    • Settimana Santa: riti profondamente sentiti a Bari Sardo.

    • Tortolì in Fiore: tappeto colorato di petali freschi e secchi (metà aprile).

    • Sant’Antioco – Ulassai: quindici giorni dopo Pasqua.

    • San Giorgio – Osini: 23 aprile, celebrazione del patrono.

    Maggio: profumo di ginestra e festa, con il circuito Primavera nel Cuore della Sardegna.

    • Sant’Efisio – Talana e Jerzu: processioni e balli in piazza.

    • Pastoris – Seui: mestieri antichi e vita pastorale (secondo weekend).

    • Santa Barbara – Ulassai: terza domenica.

    • Ulassai Festival: arrampicata, trekking, MTB e cinema di montagna.

    • Sa Coua Baunesa – Baunei: rievocazione matrimonio tradizionale.

    Giugno: verso l’estate con Primavera nel Cuore della Sardegna, Sagra delle Ciliegie a Lanusei e San Pietro a Baunei.

    Attenzione: gli eventi possono subire variazioni di date, verificare sempre online.


    Non possono mancare i mangiarini buoni

    In primavera le case profumano di pardulas, dolcetti a base di formaggio fresco e scorza d’arancia.

    A tavola: culurgionis d’Ogliastra IGP, Pane Pistoccu, Trattalia e Sa Paniscedda. Per chi cerca sapore autentico, il casu axedu, perfetto con fave e ricotta fresca.


    I miei consigli per te

    Vivere la primavera in Ogliastra significa dare valore al tempo. Non correre! Fermati a salutare un pastore, ma soprattutto le sue pecore (dicono porti fortuna), osserva il cielo notturno e le stelle, lasciati cullare dal ritmo di una terra che sa ancora di essenziale, dalle giornate tiepide di sole che, giorno dopo giorno, si allungano annunciando l’arrivo dell’estate.

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