Arzana è una delle anime montuose più autentiche dell’Ogliastra. Incastonata a 672 metri sul livello del mare, si estende verso il cuore selvaggio del Gennargentu, tra boschi, silenzi e panorami mozzafiato.
Il suo vasto territorio, pari a 162,5 km², si spinge fino al mare grazie all’isola amministrativa di Quirra che, a est, si affaccia su splendide cale della costa orientale.
Cosa fare ad Arzana? Immergersi nel profondo entroterra sardo, dove il ritmo della vita è scandito dalla natura, dalla storia millenaria e da una longevità che ha reso questo territorio famoso nel mondo.
- Gola Pirincanes
- Punta La Marmora
Trekking e avventura nel Gennargentu Orientale
Il territorio di Arzana è una vera palestra a cielo aperto per gli amanti dell’escursionismo e dell’avventura.
Cascate del Rio ’e Forru e Gole di Piricanes
Tra le esperienze da non perdere, l’escursione alle Cascate del Rio ’e Forru. Il percorso, adagiato sul letto del fiume e classificato escursionistico (E), conduce alle suggestive Gole di Pirincanes.
Attenzione: nei mesi estivi la portata delle cascate può ridursi o essere assente.
Punta La Marmora, la vetta più alta della Sardegna
Per i trekker più esperti, Arzana rappresenta uno dei punti di partenza per raggiungere Punta La Marmora, la cima più alta dell’isola. I sentieri sul versante orientale del Gennargentu regalano panorami spettacolari sull’intero massiccio montano.
L’eredità nuragica: il Villaggio di Ruinas
Il Villaggio Nuragico di Ruinas, situato a circa 1.200 metri di altitudine, è uno dei siti archeologici più elevati della Sardegna. Un luogo potente e silenzioso, dove la storia dialoga con la montagna in perfetta armonia con la natura.
A valle, il paese è inoltre circondato da una serie di nuraghi, tra i quali:
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Nurxi ’e Arredabba
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Sa Pèntuma
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Piscina Niedda
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Nuraxi ’e ’Ilurthi
Curiosità: i monti del Gennargentu e i suoi corsi d’acqua sono dimora di specie animali autoctone, a volte rare, come il geotritone, la lucertola di Bedriaga, la biscia sarda d’acqua, l’aquila reale, il falco pellegrino, la lepre sarda, la trota sarda, la volpe, il cinghiale e il muflone, oggi specie protetta a rischio di estinzione.
- Cammino dei Centenari Oliviero Toscani
- Foto di Oliviero Toscani
Cosa vedere ad Arzana
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Le chiese di San Giovanni Battista, San Vincenzo e San Martino
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Casa Lai (Domu de is Lais), museo comunale e centro di aggregazione sociale, sede di esposizioni e mostre, tra cui la galleria fotografica dedicata ai centenari del paese
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La casa del pittore arzanese Stanis Dessy
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Le opere di Roberto Ziranu, artista di Orune, dedicate a thia (zia) Arrafiela Monne, morta all’età di 109 anni, e a thiu (zio) Angelinu Stochinu, morto all’età di 101 anni
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Il Cammino dei Centenari, con le fotografie di Oliviero Toscani, che nel 2022 ritrasse i centenari di Arzana per il progetto Razza Umana
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Il parco di San Vincenzo, con la sua chiesa e il belvedere
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Il parco del Carmine “Su Cramu”, oasi verde di pace e relax
L’eccellenza dei sapori di montagna
Il microclima di Arzana non è solo benefico per la salute, ma è anche il segreto della sua straordinaria tradizione gastronomica. L’aria pura del Gennargentu è l’ingrediente fondamentale per la stagionatura dei salumi.
Il Prosciutto di Arzana
Qui nascono salumi dal sapore unico, che si sciolgono delicatamente in bocca grazie alla lenta stagionatura in quota.
I mangiarini buoni della tradizione
La cucina arzanese racconta l’identità ogliastrina attraverso piatti come:
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culurgiones (ravioli di patate e pecorino fresco)
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anguli ’e cibudda, saporita focaccia rustica a base di cipolle e zucca, emblema della cucina povera ogliastrina e consumata storicamente come pasto veloce (s’irmùrgiu) durante i lavori agricoli
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sa tratalia, spiedino della tradizione pastorale sarda a base di coratella di agnello o capretto, avvolta nell’intestino e arrostita lentamente alla brace
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i dolci tradizionali come orrubiolos, is pàrdulas e su pani ’e cònciu, quest’ultimo preparato con vino cotto e miele
Sagra del Porcino d’Oro
In autunno, tra fine ottobre e novembre, Arzana celebra i sapori del bosco con la Sagra del Porcino d’Oro, un appuntamento imperdibile per scoprire la ricchezza gastronomica della montagna.
Arzana nella Blue Zone ogliastrina
Secondo gli studi dei professori Gianni Pes e Michel Poulain, la straordinaria longevità arzanese è legata anche al cosiddetto “Fattore G” (Gennargentu). Vivere e lavorare in montagna significa svolgere un’attività fisica costante e naturale, respirare aria pura, bere acqua di fonte e seguire una dieta semplice. A tutto questo si aggiunge una profonda coesione comunitaria, elemento fondamentale alla base di questo straordinario equilibrio di vita.
Samuele Stocchino, la Tigre d’Ogliastra
Solitamente non scrivo di fatti di cronaca locale, ma nel caso di Samuele Stocchino voglio fare un’eccezione. Nato ad Arzana nel 1895, soprannominato la “Tigre d’Ogliastra”, fu un pluridecorato eroe della Grande Guerra prima di diventare il bandito più ricercato del periodo fascista.
Sulla sua testa pendeva una taglia record di 250.000 lire, voluta da Benito Mussolini. La sua vita terminò nel 1928 in territorio di Ulassai, in circostanze ancora avvolte nel mistero: sebbene la versione ufficiale riporti uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine, il racconto popolare narra di un tradimento a coltellate avvenuto nell’ovile di Su ’Eremule mentre beveva un bicchiere d’acqua. La sua figura resta un simbolo indelebile e controverso del banditismo sardo del primo Novecento.
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